Finlandia
Da La mia Seconda Guerra Mondiale.
Storia
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica chiese di poter installare sul territorio finlandese alcune basi militari. La Finlandia si rifiutò di fare questa concessione e, come risposta, fu attaccata militarmente dall'esercito sovietico (Guerra d'inverno). Senza nessun appoggio esterno, l'esercito finlandese offrì una coraggiosa resistenza agli attacchi del nemico (celebre il motto circolante dopo la guerra: «Ha vinto la Russia, ma la Finlandia è arrivata seconda!») e si arrese solo nel marzo del 1940, quando fu firmato il Trattato di Mosca che prevedeva il passaggio della Carelia meridionale e di Viipuri (Vyborg in russo), seconda città della Finlandia, all'Unione Sovietica, con la conseguente formazione di una Repubblica socialista sovietica Carelo-Finlandese. Il conflitto con l'URSS era però destinato a riprendere: quando la Germania attaccò l'Unione Sovietica; la Finlandia si alleò ai Tedeschi dando così inizio alla cosiddetta guerra di continuazione, che sarebbe terminata solo nel 1944. L'alleanza con la Germania poggiava però su deboli fondamenta, come rivelò la riluttanza del generale Mannerheim, comandante delle truppe finlandesi, ad attaccare Leningrado in aiuto dei Tedeschi. I finlandesi si trovarono inoltre a combattere contro i tedeschi, fino al 1945, nelle regioni settentrionali, oltre il Circolo polare, poiché l'esercito nazista non era disposto a ritirarsi da questi territori volontariamente (guerra lappone).
L'abilità del generale Mannerheim, eletto presidente della Repubblica, consentì alla Finlandia di uscire da una pericolosa situazione conflittuale con entrambe le minacciose potenze militari. Il Trattato di Parigi del 1947 fissò le condizioni dell'armistizio di Mosca, in base al quale la frontiera orientale rientrava nei confini del 1940, l'area di Petsamo venne ceduta all'Unione Sovietica e la Finlandia dovette rifondere pesanti danni di guerra.

