Francia Libera

Da La mia Seconda Guerra Mondiale.

Storia

Il Generale Charles De Gaulle nel 1940 era stato un membro dell'alto comando francese durante la Battaglia di Francia. Mentre le soverchianti forze tedesche dimostravano la loro superiorità sui campi di battaglia e i fascisti italiani avanzavano nel sud, i governanti francesi si trovarono nelle condizioni di dover negoziare un armistizio con gli invasori. De Gaulle insieme ad un piccolo gruppo di politici si oppose strenuamente alla resa alle forze naziste: mandato in missione diplomatica nel Regno Unito per conto del Presidente del Consiglio Paul Reynaud, De Gaulle venne sorpreso all'estero dal crollo del governo francese ed evitò la cattura.

Il 16 giugno il nuovo Presidente del Consiglio francese Philippe Pétain intavolò i primi incontri con i rappresentanti dell'Asse, per definire i dettagli della resa e l'instaurazione del nuovo governo filotedesco.

Il 18 giugno, De Gaulle parlò ai francesi tramite i microfoni della BBC, chiedendo ai soldati, ai marinai e agli aviatori di lasciare l'esercito ufficiale e di unirsi per combattere l'invasore nazista. Il cosiddetto "Appello del 18 giugno" (Appel du 18 juin) non ebbe molto ascolto, ma i seguenti discorsi di De Gaulle ebbero risonanza notevole. Alcuni esponenti del Gabinetto inglese tentarono di fermare i proclami del generale, lo stesso Primo Ministro Winston Churchill intervenne in sua difesa e in supporto della Francia Libera. L'appello di De Gaulle è ancora oggi uno dei più famosi e importanti discorsi della storia francese.

Il 22 giugno, Pétain firmò la resa incondizionata e venne messo a capo del governo fantoccio con sede a Vichy. De Gaulle venne processato in contumacia, e condannato a morte per tradimento. De Gaulle da parte sua dichiarò di essere l'ultimo membro del governo Reynaud in grado di esercitare il comando, e di essere quindi il legittimo governatore della nazione, e dichiarò pubblicamente l'incostituzionalità del governo Pétain.

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