Impero giapponese
Da La mia Seconda Guerra Mondiale.
I mezzi militari
Durante il secondo conflitto mondiale il Giappone non creò l'aviazione come una forza armata autonoma; esistevano l'esercito e la marina storicamente in competizione tra loro con effetti deleteri dal punto di vista dell'efficienza bellica quando non sfociavano addirittura nella comicità. Tanto per fare qualche esempio esercito e marina progettavano e producevano i loro aerei nel più assoluto riserbo, avevano mezzi di trasporto separati (al punto che l'esercito aveva le sue navi da trasporto), gli uffici meteorologici erano separati e custodivano dati e informazioni nel più assoluto riserbo.
Storia
Con la Grande Depressione, in Giappone, come in molte altre nazioni, venne adottata una politica incentrata sul conseguimento del benessere della Nazione; era comunque una forma politica unica (si veda a tal proposito l'articolo correlato Fascismo giapponese), che univa altresì alcuni aspetti paralleli alle forme di fascismo europei. Diversamente dai regimi di Adolf Hitler e Benito Mussolini, il Giappone ebbe due obiettivi economici da perseguire nello sviluppo del proprio impero.
In primo luogo, come con le relative controparti europee, un'industria militare interna strettamente controllata dallo stato contribuì a risollevare la situazione dell'economia dalla depressione. Inoltre, la mancanza di risorse naturali sulle isole che formano il Giappone, per mantenere un settore industriale forte con uno sviluppo accelerato, materie prime come il ferro, il petrolio e il carbone che dovevano in gran parte essere importati dall'estero, in particolare dagli Stati Uniti. Tutto ciò contribuì allo sviluppo di una stretta sinergia tra mondo militare e mondo industriale, teso da un lato allo sviluppo industriale, dall'altro all'acquisizione di colonie per competere con le potenze europee: la Corea (nel 1910) e Formosa (Taiwan nel 1895) furono i primi territori occupati, prevalentemente per sfruttare gli insediamenti agricoli. Il ferro e il carbone della Manciuria, la gomma in Indocina e le vaste risorse della Cina rappresentarono i successivi obiettivi dell'industria (e conseguentemente militari) del Giappone.
La Manciuria venne invasa e occupata, con relativa facilità, nel 1931. Apparentemente, il Giappone propagandò tale occupazione con la liberazione dei Manchu dal controllo cinese, così come l'annessione della Corea era un puro atto di protezione contro la minaccia cinese. Come in Corea, venne creato un governo fantoccio (Manchukuo), mentre il Jehol, un territorio cinese al confine con la Manciuria, venne occupato nel 1933.
Il resto della Cina venne invasa dal Giappone nel 1937, generando una guerra a tre, fra il Giappone, i comunisti di Mao Zedong e i nazionalisti di Chiang Kai-shek. Il Giappone, in Cina, si limitò a controllare le coste e i principali porti, evitando comunque di intaccare le sfere di influenza europee. Nel 1936 prima dell'invasione della Cina, Giappone firmò un trattato, in funzione anti-comunista, con la Germania nazista, ed un altro con l'Italia fascista nel 1937.

