Langley

Da La mia Seconda Guerra Mondiale.

Dopo aver effettuato i primi decolli e atterraggi da delle navi, gli Stati Uniti per un lungo periodo si disinteressarono delle portaerei. Solo nel 1920 il Congresso decise di trasformare la nave carboniera Jupiter in un nave portaerei e i lavori durarono per due anni. L’apparato motore era simile a quello adottato dalle corazzate americane costrutie negli anni venti, era cioè costituito da caldaie che fornivano potenza a generatori elettrici che a loro volta aliemntavano i motori collegati alle eliche. Essendo una nave nata da una trasformazione, per di più fatta in epoca in cui le portaerei vivevano ancora nel periodo pionieristico, la Langley aveva quindi caratteristiche piuttosto “anomale”: tanto per cominciare la sistemazione degli aerei era stata ottenuta dalle vecchie stive per il carbone, il ponte di volo era poi una struttura completamente separata dallo scafo della nave, cui si appoggiava con dei pilastri di sostegno. I due fumaioli, così come l’albero, erano abbattibili per facilitare le operazioni di volo. Grande cura era posta per l’impiego degli idrovolanti. Per i primi tre anni dall’entrata in servizio la Langley venne utilizzata per prove di vario tipo, quindi venne assegnata alla flotta americana come portaerei. Nel 1937 era ormai obsoleta ma venne ancora impiegata nel Pacifico come nave appoggio idrovolanti; nel febbraio 1943 venne danneggiata in un bombardamento aereo giapponese presso l’isola di Giava e venne affondata dalle navi della sua scorta.

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