Mitsubishi A6M Reisen

Da La mia Seconda Guerra Mondiale.

Lo zero è sicuramente l'aereo giapponese più famoso della guerra; la sua fama è legata al primo periodo della guerra del Pacifico, quando la superiorità aerea giapponese, qualitativa e quantitativa era schiacciante. Soltanto a partire dal 1943 gli alleati riuscirono gradualmente a riconquistare il dominio dell'aria, soprattutto grazie all'introduzione di nuovi aerei, disponibili in grandi quantità. Soprannominato Zeke nel codice alleato, lo A6M è stato il caccia giapponese per eccellenza, non solo per il numero di esemplari prodotti, ma perchè è il tipico esponente della concezione giapponese di questa specialità. La sua caratteristica migliore era infatti l'agilità, che nei primi anni della guerra lo rese invincibile nei combattimenti manovrati; inoltre aveva un'autonomia eccezionale, che ne permetteva l'impiego come caccia di scorta. Aveva però numerosi punti deboli, e quando questi furono scoperti dagli alleati, lo zero cessò di essere l'aereo invincibile che era sembrato. In primo luogo era relativamente lento, così che i caccia americani della nuova generazione avevano la possibilità di scegliere se accettare il combattimento o ritirarsi in buon ordine; la protezione passiva era inesistente, almeno nelle prime versioni, così che l'aereo era estremamente vulnerabile. Inoltre, e questa era una caratteristica comune a molti aerei giapponesi, era debolmente armato, almeno non abbastanza per opporsi ai quadrimotori americani. Il Mitsubishi A6M è un monoplano monomotore ad ala bassa, carrello retrattile e motore raffreddato ad aria.

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