Regia Aeronautica

Da La mia Seconda Guerra Mondiale.

Indice

Considerazioni generali

La Regia Aeronautica possedeva già dagli anni '30 una discreta fama dovuta anche alle imprese di Italo Balbo ed era considerata all'inizio del conflitto una delle forze aeree più forti del mondo, tanto da essere temuta persino dai comandi della Royal Air Force britannica. La realtà era ovviamente diversa: dei 5.240 aerei esistenti il 10 giugno 1940, solo 3296 erano da combattimento, e di questi solo 1796 di pronto impiego. Molti meno erano quelli realmente validi e utilizzabili in un reale contesto bellico. Contrariamente alle aviazioni dell'alleato tedesco e degli avversari, quella italiana non mise a frutto le teorie formulate proprio da due ufficiali italiani, contrapposte ma egualmente efficaci, della guerra aerea indipendente e del bombardamento strategico e terroristico dei paesi avversari (Giulio Dohuet), e dell'aviazione tattica che agisse in strettissima cooperazione con le forze di terra (Amedeo Mecozzi). I pochi aerei pronti all'impiego erano ormai già superati, o stavano per esserlo. I nuovi modelli giunsero tardi e in quantità sempre insufficienti a ripianare le perdite. Inoltre, l'industria italiana non fu in grado di produrre motori neanche lontanamente paragonabili a quelli inglesi o tedeschi, tanto da dover utilizzare motori tedeschi su concessione per realizzare modelli realmente validi, come i caccia "serie 5".

Aerei da caccia della Regia Aeronautica

Aerei da bombardamento della Regia Aeronautica


Aerei da trasporto della Regia Aeronautica


Aerei da ricognizione della Regia Aeronautica

Aerei da addestramento della Regia Aeronautica

Imam Ro 37


Collegamenti e risorse

Strumenti personali