Supermarine Seafire

Da La mia Seconda Guerra Mondiale.

Supermarine Seafire

Il Seafire era la versione imbarcata dello Spitfire. L'evoluzione degli aerei da caccia della Fleet Air Arm fu più lenta di quella dei pariclasse imbarcati a terra, tanto che nel 1941 i caccia standard sulle portaerei inglesi erano il Fulmar e il Roc, entrambi nettamente surclassati dallo Spitfire; verso la fine di quell'anno si pensò quindi di provare uno Spitfire, cui erano state apportate le necessarie modifiche per adattarlo all'impiego navalizzato, su di una portaerei. I risultati furono buoni, nonostante i dubbi della vigilia che riguardavano soprattutto l'elevata velocità di atterraggio dello Spitfire e si passò alla produzione in serie. Da questo punto in poi l'evoluzione del Seafire fu praticamente uguale, o meglio, parallela a quella della Spitfire. Aerei di questo tipo parteciparono ad attacchi contro la martoriata corazzata tedesca Tirpitz e fornirono un prezioso appoggio aereo in operazione di sbarco in Italia e in Europa. La carriera operativa dei Seafire non terminò con la fine della II Guerra Mondiale: ancora all'epoca dell'affermazione dei jet erano in servizio e presero parte alla guerra di Corea. Il Seafire è un monoplano monomotore, ad ala bassa e carrello retrattile. Il motore è l' onnipresente Merlin, in linea, tranne nelle ultime versioni, propulse dal Rolls Royce Griffon. Le differenze principali dallo Spitfire erano il gancio d'arresto triangolare, situato sotto la fusoliera, e, a partire dalla versione Mk III, la possibilità di ripiegare le ali per permettere lo stivaggio dell'aereo negli hangar delle portaerei.

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